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Daniela

Daniela Duchi

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September 05

perchè io stavo galleggiando

vedo i miei piedi.
piano piano anche i polpacci,e le gambe,tutte.
una sabbia fine,finissima mi è rimasta tra le dita.
è un fastidio che so di poter sopportare, oggi.
alzo la testa.
il mare.
avevo sognato da mesi di essere lì.davanti a tutto questo.
e ora c'ero, ero lì, con la testa leggera, leggerissima.
me la toccai e i capelli erano ricci, morbidi, perfettamente districabili.la mia pelle liscia, le mie caviglie sottili e le unghie perfettamente curate.
rialzai la testa.
il mare.
io lo amavo, il mare.
da piccola passavo ore a nuotare, immaginando di trovare forchette per pettinarmi, paguri come monete di pirati, sassolini lucenti come pepite.
facevo capriole,senza respirare.
1,2,3,14.
finchè non avevo la testa vagabonda verso tutte le direzioni.
e così , sbarellando, cercavo di toccare il fondo.
e di sedermi, nel mio salotto marittimo.a servire un thè di noncompleanno con i cavallucci.
tavolini di scogli di corallo, bicchieri di conchiglie di madreperla.cin cin.
mi portavo sempre occhialini enormi.
erano la mia batmanmobile,il mio cappotto dell'ispettore gadget.perchè mi permettevano di salvarmi in ogni situazione di pericolo.
trovavo meduse enormi, che come pavoni, lentamente, con un ciaf ciaff in sordina, si allontanavano da me; il corpo inclinato di 35 gradi centigradi, e la ruota delle  loro pavonesche trasparenze tentacolari che danzava narcisa.
e le seguivo, anch'io inclinata di 35 gradi, per quanto mi era possibile, lentamente, senza farmi sentire nei miei movimenti speculari.
bellissime.
e imponenti.
prive della mia iperattività e voglia di conoscere tutto.
avanzavano adagio, noncuranti del nervosismo esterno che le circondava.
volevo farle mie.innamorarmi di loro per poi poterle fare mie davvero.
rispettavano esattamente la mia concezione di amore.
l'avere,senza possedere morbosamente.
guardare, danzare con loro, senza avvilupparsi, ma capaci di lanciarci segni inequivocabili dei nostri cuori legati, senza fonderci perdendo ognuno le proprie identità.
dipendenti dalla nostra indipendenza.
e così iniziavo il corteggiamento.
i miei ricci ora quasi levigati e sciolti che ballavano con i suoi tentacoli, ma senza mai avvicinarsi troppo.una sfida di adrenalina che mi manteneva viva.
ma io sapevo , sapevo che mi avrebbe riconosciuta.
e non avrebbe dovuto usare i suoi poteri magici e velenifici contro di me.
io ero una di loro.
quello era il mio mondo.e non avrei mai tradito le sue leggi.
il mondo dell'infinita leggerezza, dove i contorni sono sfuggevoli, e tutto sembra così vicino e raggiungibile.e i sensi si mischiano, il tatto si impadronisce dell'odore che non può esistere.e tutto è sospeso meravigliosamente.

galleggiando
.

io, io volevo galleggiare.
ancora, ancora per un po'.
e donare al mio mondo le mie lacrime,per sentirmi ancora più leggera e nuotare in una parte di me.
le riconoscevo le Mie onde quella mattina.
le mie lacrime erano un po' più scure delle altre goccie.
e le onde che le portavano un poco più lente, come se avvertissero il loro peso, la mia forza di gravità che avevo dentro il cuore.
ma lui, il mare, lo aveva fatto per me.
sapeva che sarei tornata dove ero nata,un giorno.
questo era solo un regalo per rendermi più sopportabile il mio viaggio qui, sulla terra degli esseri senza pinne nè branchie.

abbassai la testa,di nuovo.
ora la sabbia tra le dita riniziava ad essere insopportabile.
cominciai a sfregarmi i piedi.
e il lettorecd mi cadde di mano.

"over the rainbow".

era andata in loop 7 volte.

le otto e mezza.il sole era già basso.
freddo.
freddissimo ora.
raccolsi tutta la mia roba.e mi alzai di scatto, quasi barcollando.
la tasca superiore dello zaino era rimasta aperta e nello slancio tutto il prezioso contenuto era caduto, sommergendosi, nella sabbia.
mi misi controvoglia a frugare con le mani, a tastoni, senza guardare, minimamente interessata.
forcine e forcine,tappi di birra colorati, spillette senza gancini(daniquandoidecideraiabuttarequalcosacristosanto), tappi per le orecchie morsicati, biglietti della metroi scaduti , pass per concerti dell'era mesozoica.
e poi.
e poi conchiglie bellissime, di madreperla,lunghe e scavate come tazze,paguri come monete di pirati,  sassolini lucenti come pepite, una forchetta, un po'arrugginita da tutta l'acqua che aveva preso in quello zaino.
ciaff.
misi tutto dentro senza pensare.

chissà quanto avevo dormito.
3 minuti per settevolte"overtherainbow"
meno di mezz'ora.
bene,ancora in tempo per riabbracciarlo.
forse non era ancora partito.
mi misi a correre.

decisamente,
infinitamente più leggera,
canticchiavo felice a piedi scalzi, tra la sabbia nelle dita che non sentivo quasi più.

..
perchè
io
stavo
galleggiando
..

"Somewhere over the rainbow
Way up high
There's a land that I heard of
Once in a lullaby

Somewhere over the rainbow
Skies are blue
And the dreams that you dare to dream
Really do come true

Some day I'll wish upon a star
And wake up where the clouds are far behind me
Where troubles melt like lemondrops
Away above the chimney tops
That's where you'll find me

Somewhere over the rainbow
Bluebirds fly
Birds fly over the rainbow
Why then, oh why can't I?
Some day I'll wish upon a star
And wake up where the clouds are far behind me
Where troubles melt like lemondrops
Away above the chimney tops
That's where you'll find me

Somewhere over the rainbow
Bluebirds fly
Birds fly over the rainbow
Why then, oh why can't I?
If happy little bluebirds fly
Beyond the rainbow
Why, oh why can't I?"

perchè io stavo galleggiando

 
May 22

1 2 3 fantecavalloerre

bhe.
sono le 5 e diciannove.
fossero state le 5 e 5 sarebbe stato figo.
da piccolami ero fissata che se avessi guardato l'ora quando i minuti fossero stati perfettamente corrispondenti alle ore qualcuno mi stava pensando.
c'è qualcosa che non va in questa consecutio.
io fino a 3 anni fa non avrei mai sbagliato una con secutio.vincevo pure il gioco dei verbi alle elementari e la maestra mi faceva uscire dalla classe 5 minuti prima della campanella.
riflettendoci era una figata,anche non scolasticamente giusto.
a volte mi sembra che il passato sia così lontano chenon ricordo se le cose siano avvenute realmente oppure sia tutto un collage della mia immaginationfetescion.
bah.
sono le 5 e ventitre.di mattina,s'intende.devo arrivare fino alle 6.mancano 37 minuti.che palle.
in tivvù c'è il tg sul 5,berlusconi che parla della carfagna.bellina lei,ma faceva per caso la reclame della eminflex con mastrota qualch anno fa?non so,ho dei ricordi annebbiati delle pubblicità tra le varie telenovelas di rete4 che guardava mia nonna.la prima fu milagros.cazzarola,era bella lei.
era cieca,povera e orfana.pure malata di un'altra malattiami sembra..bho.però c'aveva qualcos'altro..tipo un asso nella manica..daai,sì..la carta della rivalsa.cantava forse?chisseloricorda.so solo che la tipa si chiamava grecia colmenaress e che aveva i capelli lunghissimi,sotto la vita proprio.che io rimanevo lì a guardarla e mi pettinavo i miei.ma non c'era niente da pettinare che mia madre me li tagliava corti,cortissimi.e prima si faceva sempre una foto sul tappeto in camera,sedute,io emia sorella,versione "capellilunghichenonvedraimaipiù per almeno 7 mesi".e io con il broncio.cazzarola mamma,ma perchè?che poi pure al mare con un costume ad un pezzo solo mi mandava,fino a 12 anniii,perchè il sole "fabenealle ossa".che c'entrasse il pezzo sopra del costume con il sole e le mie ossa non l'ho mai capito.e non l'ho nemmeno mai chiesto."che bel ragazzino signora".vabbè che ho sviluppato tardissssimo,però cazzarolaa.bhe,poi anche dopo non è che abbundassi,con la mia seconda,ma è bellisimo così.ora è tornata la seconda dopo una terza assurda.felicità!
ieri ho cantato al circolo.carino.tutti attori,e gentechevediintivvù,e i blabla bla deisorrisi tirati coi fili,che non sai mai,e che non dovresti nemmeno chiederti mai se..
però va bene.mi son divertita.gente figa che cantava,bella carica.e anche attori che se avessero lascviato la chitarra sulla mensola del soggiorno avrebbero fatto meglio.cazzarolaaa,il playback pure,ma come si faaa?andri ha detto che il mic era basso,ma che sono nettamente da palco.e cavolo se mi ha fatto piacere detto da lui.cioè..lui ne ha viste di cose è.è un pazzo che lavorava per un politico per un botto di soldi all'anno e che si è licenziato di punto in bianco perchè si è messo a girare corti e a scrivere sceneggiature per la melampo.così ,a caso.e a distribuire primule ai convegni.carino andrea,penso che sia anche un geniaccio,schizofrenico,ma un geniaccio.
ah,oggi son pure passata all'ambasciata indiana.che posto assurdo ,ogni volta mi riprendono per qualcosa.non si può baciare,non si può abbracciare,ma che cavoloo.
e poi pioveva pure di brutto e io sempre on le ballerine che oramai balllano da ferme e che sono pure rotte,cioè,una suola siè staccata,ma non ho mai tempo,voglia,insomma non ho mai,e rimane così.ma ieri ho cantato con quelle rosse a righe bianche.2 euro a tratevere.peròmi fanno venire le vesciche cazzarola.
e alle 4 di notte mi sento chiamare"da".uno di myspace che mi riconosce.e mi presenta irene,una modella proprio simpatica.c'ha una voce da romanaccia che mi ha fatto sconquassare.le 4?no,le 3 e meza erano,sì.e pioveva ancoraaa,vero.però è bellisimo in sti giorni camminare sotto la pioggia perchè è proprio caldo.a urbino invece piove ma saran 10 gradi di meno.oggi,no anzi ieri il giro d'italia è passato sopra casa mia.se ci fossi stata avrei messo una di quelle bandierine con  la pubblicità dell'estathè sul retro.così,giusto per partecipare emotivamente.quando son tornata l'altra settimana col babbo verso roma abbiam beccato molto fortutamente aggiungo la fila di macchine delle millemiglia.e lungo la strada dei paeselli marchigiani sconosciuti(tipo scheggia,cartrino e altri insoliti nomignoli)c'erano gruppettini di vecchini,scuole elementari,donne sulla sessantina ,tutti a sventolare bandierine,cappellini,tutti a salutare.ad ogni suono di macchina a scoppio vedevi sti qui che tipo come una hola(ola?)si alzavano dalla sedia che avevanoportato appresso e gridavano.
tutti felicissimi.
a romanon se li sarebbe filati nessuno.
ah,son quai le 6,scappo.
notteee.
not te
May 19

ventocascoballerine.invio

andare in motorino a roma è bellissimo.
tranne quando si ha capelli come i miei.
oggi l'ho preso per raggiungere franci.
e mi si è fermato a trastevere.
"signorina ha bisogno di una mano?"
no grazie,sono semplicemente ferma al semaforo,in mezzo alla corsia,per mio gustoo.col casco che ogni due secondi mi cadeva.
uff.e poi con le ballerine per farlo partire con la manovellaaa.mamma miaa.
però..però..villa pamphili merita.
troppo.
c'ero andata una volta a giocare a golf.ma questa volta sono entrata da un'altra parrte.e per raggiungere i miei tresorss ho attraversato tutto il parco alla ricerca del ponte della nave.
uooots?
amo il gelato alla mandorla franciii.
tanterrimo.
e tuo cugino è un cartone,ahah.
e questo post è inconcludente e sine significato.
ma ho i fagioli in salsa piccante che mi distraggono.
ma perchè daniii?
miao. notte. smuack
 
 
 
May 11

casa

non mi ricordavo esistessero anche le primule gialle.
pensavo, pensavo fossero solo blue.
o forse solo gialle..non so.
comunque non di due colori.
per tutto il sentiero c'erano fiori.
e l'erba verdissima.a roma mi ero dimenticata di guardarla ultimamente.devo sempre stare attenta a dove i cani hanno lasciato la firma.prima non lo facevo mai.e non perchè a urbino non ci siano cani.ma semplicemente perchè a urbino ci sono i miei monti.e anche nella domenicapiùdomenicizzata non troverai mai più di 2 persone nel raggio di 200 metri.
c'era vento.siam saliti su,fino alle antenne del monte nerone,io e mio padre.
mio padre è bellissimo.non lo dico io,che sono sua figlia.lo dicevano le sue alunne  di latino che gli lasciavano i messaggini nella giacca "sei il nostro r.gere",e lui tornava a casa  e ce lo raccontava mentre mangiavamo le tagliatelle del nonno,al tonno,cioè..il sugo al tonno.
mio padre qualche anno fa tornava da una gara di corsa su strada con la sua moto guzzi del 53.faceva un rumore quella moto,che quando passava tutti si voltavano.e lo fermavano"oscar,dove l'hai presa?bellissima".e io seduta nel sellino facevo finta di accomodarla,svitando ilo tappo della benzina e riavvitandolo.mi piaceva mio padre.
mi piaceva che tutti quelli che ne parlavano ne parlassero bene.mi piaceva sentire le sue alunne ,nei corridoi,mentre andavo a trovare amici, che non ricono0scendomi parlavano di lui,"hai sentito oggi duchi?porco diavlaccio ledro ha detto.ahahah.è troppo forte".
mi piaceva che non fosse mai ansioso,che non desse mai a vedere i suoi problemi,che mantenesse semp0re loa lucidità essenziale in ogni situazione critica.
lo spiavo da dietro la porta..e a volte lo sentivo parlare da solo.di noi,di me soprattutto.della preoccupazione che aveva nei miei confronti.ma mai una volta l'ho sentito disperarsi come mia madre.
la mattina andavamo insieme a raccogliere le uova, la domenica,e le galline facevano a gara a covarle nei posti più disparati.e allora ci mettevamo a cercarle,rasoterra,e facevamo a gara a chi le avesse trovate per primo.vincevo sempre io.ma perchè lui mi lasciava fare e intanto andava a raccogliere i pomodori e a dar loro l'acqua.
con lui ho piantato il mio primo(e unico?) noce.
e correvo sui cingoli del trattore mentre la chicca ci rincorreva abbaiando come una pazza.
mio padre sap0eva sempre tutto su ogni argomento.
mi spiegava la storia come se fosse una  filastrocca.e quando quel pazzo di bianchi mi interrogava mi venivan0o in mente i suoi esempi bislacchi eridevo da sola.
oggi sul treno ero preoccupata.non lo vedevo da tanto e ora,proprio ora che avevo bisogno di lui ,non sapevo che gli avrei detto.immaginavo la scena alla stazione,mi chiedevo se l'avrei dovuto abbracciare,oppiure fare come al mio solito la buffona ironizzando sul cappello della signora di fronte.
oscar è un nome da principi secondo me.
l'ho sempre pensato.
mnio padre non è per niente un principe.è un giocherellone,intelligente,istintivo,ironico.
mi dicono tutti che sono la sua copia spiccicata.naso compreso.
oggi in macchina mi ha rispiegato tutta la seconda guerra mondiale,ahah."hitler aveva fatt male i cont.perchè nulla si può contro ilo generale sovietico"inverno"".
e ogni cosa che diceva per me era un libro stampato.mio padre sarebbe capace di convincermi di qualunque cosa.
sul monte nerone mentre correvamo abbiamo incontraqto 17,18 persone.la metà le conosceva tutte,seppur a 60 km da casa.
mio padre ha fondato la scuola di basket di urbino .ha preso un libretto che si chiamava"i fondamentsali di basket" e si è messo a fare l'allenatore/giocatore.
dice sempre che inizierà a leggere di più ma non lò0o fa mai.
però quando è nata mia sorella mio padre fumava 2 pacchetti al giorno di sigarette senza filtro e mia madre gli disse"tanto non ce la farai mai a smettere".e allora lui si metteva i cerotti alla bocca.e da quel giorno non ha più toccato una sigaretta.
io sono a casa mia stasera e sono serena.
ho sonno e me ne andrò a leggere gli inserti di repubblica di questi 5 mesi che non ho mai visto.mio padre fa l'abb0onamento a tutto.
appena sono entrata in macchina mio padre mi dice"oh,è vist el babbo che t'ha pres?mica facciam per schers machè"
c'era una  rosa di casa mia sul cofano.
 
mio padre è bellissimo.
e non l0o dico solo io.
ve l'ho detto che lo chiamavo richard gere?